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Premio-IFMS

Percorrendo sentieri e visitando zone storiche dove nasce lo spirito alpino e la sua storia, la scelta per realizzare il trofeo è ricaduta su un classico e famoso itinerario del gruppo di Popera, un sentiero di guerra scavato nella viva roccia.

Il trofeo rappresenta uno scorcio della famosa "Strada degli Alpini" che, dal rifugio Zsigmondy-Comici, in Val Fiscalina, si sviluppa lungo le pendici di Cima Undici. Questo sentiero, realizzato durante la Grande Guerra da Austriaci e Italiani, è stato scelto per simboleggiare, oggi, l'amicizia tra due popoli che ieri, in quegli stessi luoghi, si sono combattuti.

Percorrendo questo suggestivo sentiero si giunge ad uno scorcio assai noto e suggestivo, ove, dando le spalle alla parete rocciosa, la montagna, quasi in un'offerta mistica, appare delimitata da un profilo cruciforme, che l'incornicia e ne esalta la bellezza incomparabile. A questo luogo e a ciò che esso evoca nel cuore di chi ami i monti vuole alludere il soggetto del trofeo, incastonato in un cristallo che rappresenta il cielo, azzurro e puro come lo sono i valori, in nome dei quali sono state scritte tante pagine drammatiche di storia: un cristallo limpido e prezioso, come l'animo di uomini pronti a sacrificarsi per la propria Patria senza nulla domandare in cambio e a consegnare intatti al XXI secolo gli ideali che, da sempre, sono la vera ricchezza dell'umanità. 

 

Strada-degli-Alpini Strada-degli-Alpini

La vista che si ha, fermandosi nel punto più interno del sentiero

Antica foto che ritrae una parte della "Strada degli Alpini" in Val Fiscalina

Il trofeo è composto di tre parti: il basamento in legno scolpito a mano raffigura le nostre Alpi.

La parte centrale in ferro rappresenta una profonda e orrida spaccatura sulla parete della montagna detta “la mitria”, spaccatura, questa, che abbozza una croce che sembra abbracciare queste cime su cui molti si sono sacrificati in nome della Patria per assolvere un dovere.

La terza parte, in vetro azzurrato, funge da fondo unendo le tormentate nostre montagne, i sacrifici compiuti su di esse: l'azzurro del cielo porta la serenità e la pace, ricordando a noi di onorare e di essere degni, col nostro impegno, dei veri Alpini.

 

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